Un esempio di applicazione di alimentatore a rulli risale al 1915 ed è conservato nel Museo Tecnico di Vienna (figura 4).

Fig. 4 - Esemplare di alimentatore a rulli del 1915
In questi alimentatori la lamiera è fatta passare tra due rulli che, tenendola premuta,
esercitano la forza necessaria al trascinamento come si vede in figura 5.
È sufficiente che uno dei rulli sia motorizzato per mettere in moto il nastro. La lunghezza alimentata è pari a:
(Lunghezza) = (Angolo) x (Diametro rullo) / 2

Fig. 5 - Schema di funzionamento alimentatore a rulli
Nella misurazione dell’angolo di rotazione, s’impiega un encoder applicato alla lamiera attraverso una ruota metrica, oppure collegato al rullo motore o all’albero del motore elettrico.
Si descrive ora un fenomeno, la deriva, caratteristico degli alimentatori a rulli. Quando la lamiera è stretta tra due rulli con forza, essa si deforma elasticamente nella direzione dello spessore. Quando la pressione non è uniforme lungo tutto il rullo o se il materiale ha differenti deformabilità nella direzione dello spessore,
la sezione della lamiera cambia da un lato all’altro.
Il cambiamento nella geometria del processo spinge il nastro verso le guide laterali dell’alimentatore (deriva); il fenomeno si accentua con nastri sottili ed è anche più pericoloso poiché il materiale, più delicato, rischia di accartocciarsi sulle guide laterali della macchina.
Il problema si risolve con delle aperture programmate dei rulli durante l’alimentazione, nei momenti in cui la pressa è chiusa: in questo modo non si perde la precisione. A questa famiglia appartengono gli alimentatori elettronici e meccanici a rulli inoltre esistono dispositivi a rulli; che possono alimentare il nastro a zig-zag, ottimizzando l’impiego del materiale riducendo lo scarto nelle operazioni di tranciatura.
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