Nella figura 15 si vede un alimentatore elettronico a rulli, il cui funzionamento è stato descritto brevemente nei primi paragrafi.

Fig. 15 - Alimentatore elettronico a rulli
La figura 16 riporta poi lo schema dell’alimentatore un alimentatore a rulli visto lateralmente; si vede il nastro stretto tra i due rulli che, ruotando, lo muovono.

Fig. 16 - Vista laterale alimentatore a rulli
Per collegare il motore elettrico al rullo motore da un azionamento elettrico si impiegano trasmissioni a ruote dentate, a cinghie o altri tipi di trasmissione. Se non viene altrimenti specificato, l’encoder per la misurazione delle lunghezze è applicato sul rullo motore. Questo esercita con il suo complementare una elevata pressione sul materiale, deformandolo localmente in misura variabile con il materiale da alimentare, con lo spessore e la larghezza del nastro (la stessa forza agisce su una superficie più o meno lunga), con il tipo di rivestimento.
La superficie del materiale allora si incurva e le larghezze effettivamente alimentate risultano diverse da quelle misurate dall’encoder. In termini statistici, questo fenomeno è ripetibile: scelto il materiale l’inconveniente si risolve imponendo a livello software una correzione percentuale della misura; alternativamente si misura l’avanzamento applicando l’encoder ad un rullo folle che preme con forza moderata sulla superficie del nastro (questo dispositivo è detto anche ruota metrica ed è mostrato in figura 17).

Fig. 17 - Dettaglio di una ruota metrica
Tolleranze tipiche di posizionamento per gli alimentatori a rulli sono ± 0,1 mm/metro nel caso di encoder applicato su rullo motore; ± 0,05 mm/metro nel caso si impieghi una ruota metrica.
La velocità degli alimentatori elettronici a rulli è indicata come velocità massima (fino a 100÷150m/min); più utili sono i diagrammi che riportano i colpi al minuto in funzione della lunghezza di alimentazione e dell’angolo di alimentazione della pressa. Da questi si calcola la velocità media di alimentazione che va da 15÷35m/min fino a 50m/min con corse lunghe. Le figure 18 e 19 mostrano numero di colpi e velocità di alimentazione in funzione della lunghezza di alimentazione per alimentatori a rulli, a pinze pneumatici e a pinze elettronici bialternati.

Fig. 18 - Diagramma “cicli al minuto-corsa”per alimentatori elettronici a rulli, pneumatici a pinze ed elettronicia pinze. Dati medi relativi a
nastri sottili con larghezza inferiore a 250mm. Angolo di alimentazione 180°.

Fig. 19 -
Diagramma “velocità-corsa” per alimentatori elettronici a rulli,pneumatici a pinze ed elettronici a pinze. Dati medi relativi a nastri sottili
con larghezza inferiore a 250mm. Angolo di alimentazione 180°.
Le velocità medie di alimentazione si sono ottenute con la formula già vista. I dati, ottenuti nella pratica di officina per avere buone tolleranze di posizionamento, si riferiscono all’alimentazione di nastri con spessore inferiore al millimetro e larghezze fino a 250mm. L’applicazione è su pressa meccanica con angolo di alimentazione di 180°. Si vede dal grafico che gli alimentatori a rulli permettono di ottenere le velocità medie più elevate. Le larghezze che possono essere alimentate vanno da meno di 10 mm a 1250 mm di larghezza. Il fenomeno della deriva del materiale è accentuato nei nastri di spessore sottile dove ha anche conseguenze più deleterie. Questo fattore unito all’elevata pressione specifica che i rulli esercitano sul materiale rende i dispositivi adatti a lavorare spessori a partire da 0,3÷0,4 mm.Lo spessore massimo arriva a 4 ÷ 6mm mentre le sezioni trasversali massime si collocano tra 400 mm2 e 1200 mm2.
Materiali come la lamiera zincata e le lamiere nere possono essere lavorate con questi alimentatori; per i materiali rivestiti bisogna valutare se la pressione specifica esercitata è tollerata dal rivestimento.
Le forze di compressione generalmente non sono dichiarate; possono essere generate da molle o da cilindri pneumatici o idraulici. Per quanto riguarda la potenza per gli alimentatori elettronici a rulli è dichiarata la potenza installata (in kW); le potenze effettivamente assorbite sono di norma una frazione di quelle installate.
Infine gli alimentatori a rulli elettronici sono dispositivi programmabili.
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