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Alimentatori a pinze elettronici bialternati

Il dispositivo è riprodotto in figura 21 e schematizzato in figura 22. Esso ha la struttura dell’alimentatore elettronico a pinze ma non esistono morse fisse: le due pinze si muovono in versi opposti in modo che mentre la prima pinza alimenta il nastro la seconda torna (aperta) alla posizione di partenza. 

Alimentatore elettronico a pinza bialternato a vite e madrevite
Fig. 21 - Alimentatore elettronico a pinza bialternato a vite e madrevite

Nel modello preso in esame il moto è trasmesso alle pinze mobili da un accoppiamento vite – madrevite; facendo riferimento allo schema di figura 22, il ciclo di lavoro è il seguente.

  1. La pinza A, in posizione iniziale, blocca il nastro
  2. La pinza B, a fine corsa, si apre (avviene uno scambio)
  3. La pinza A comincia ad alimentare la lamiera e contemporaneamente
  4. Avviene il recupero della pinza B
  5. Quando la pinza A è a finecorsa, la pinza B blocca il nastro
  6. La pinza A si apre (avviene il secondo scambio)
  7. Il ciclo riprende dal punto 1, invertendo le lettere A e B.

Schema di funzionamento per alimentatore bialternato
Fig. 22 - Schema di funzionamento per alimentatore bialternato

L’ alimentatore a pinze bialternato offre vantaggi in termini di velocità e precisione. La velocità aumenta prima di tutto perché scompare il tempo di recupero della pinza mobile. In secondo luogo il numero degli  scambi-pinze è ridotto di molto rispetto agli alimentatori pneumatici ed elettronici a pinze semplici.

Quando la lunghezza da alimentare è minore della corsa della pinza, infatti, lo scambio non è necessario e dunque non avviene. Ogni scambio-pinze ferma il dispositivo per tempi ben definiti (Chiusura pinza A – Pausa – Apertura pinza B) e non trascurabili.

Rispetto agli alimentatori elettronici a pinze il numero di scambi è inoltre dimezzato. La precisione aumenta per il ridotto numero di scambi secondo la formula 4: per alimentare 1 metro con corsa 250mm, ad esempio, servono 8 scambi pinze con un alimentatore a pinze elettronico semplice e 4 con un bialternato. Calcolando ±0,02mm di tolleranza per ogni scambio pinze, nel primo caso otteniamo una tolleranza sul metro di ±0,02 x √8 = ±0,057mm e nel secondo caso di ±0,02 x √4 = ±0,04mm.

Questi sono valori tipici per alimentatori elettronici a pinze bialternati. La velocità dei dispositivi è dichiarata in diagrammi “colpi al minuto – corsa” e per angoli di alimentazione della pressa scelti. Nelle figure 18c e 19c si osserva che l’alimentatore a pinze bialternato sta, per velocità e numero di colpi, tra l’ alimentatore a rulli e l' alimentatore pneumatico e raggiunge nelle applicazioni velocità di 20 m/min.

Con questo tipo di alimentatore è possibile crescere in velocità mantenendo la precisione: il controllo elettronico gestisce infatti anche le rampe di  accelerazione/decelerazione e le ottimizza per evitare slittamenti del materiale sotto le pinze. Non essendoci finecorsa meccanici, inoltre, non esiste il pericolo che la morsa mobile rimbalzi all’indietro.

Si lavorano materiali a partire da 0,1mm fino a 2mm di spessore. Le larghezze vanno da meno di 10mm a 1500mm e le sezioni. trasversali da 400mm2 fino a 1500 mm2. Le forze di serraggio sono simili a quelle indicate per gli alimentatori a pinze pneumatici e cioè da 500N nelle serie leggere a oltre 7000N nelle serie pesanti.

Normalmente per questi dispositivi è dichiarata la potenza installata in kW del motore elettrico che può andare da 0,5 a 3kW. Gli alimentatori elettronici a pinze bialternati sono programmabili e lavorano con ogni tipo di materiale.